Certe volte nasce tutto per gioco, e certe volte ci sono musicisti dal tocco magico: due frasi quasi banali, che però si possono calare a perfezione nella biografia di Adam Fenton – ovvero Adam F. L’irrompere della furia iconoclasta della drum’n'bass ha fatto presto a conquistarlo. Già nel 1994 è possibile elencare le sue prime produzioni, prima per l’etichetta Lucky Spin e poi per la Section 5. Arrivano i primi successi, tracce di eccellente qualità in cui Fenton mette a frutto la sua profonda conoscenza del funk, tanto nelle sfumature più morbide quanto in quelle più dure e “sporche”. “Circles”, “Aromatherapy”, “Music In My Mind”, “Metropolis” diventano vere e proprie pietre miliari, e vengono finalmente raccolte nel 1997 in un lp, “Colours” (uscito nel 1997 e poi ristampato nel 1998 dalla prestigiosa label Astralwerks, la stessa dei Chemical Brothers). Adam F diventa uno dei caposcuola della d’n'b più raffinata ed “intelligente”, come la si usava chiamare all’epoca; ma nel momento in cui la scena vira verso le rigidità intransigenti di Ed Rush & Optical, Fenton fa persino un passo in più - decide di andare alle vere radici della musica da dancefloor contemporanea, ovvero l’hip hop, e con grande coraggio lo fa andando dritto nel “cuore dell’impero”. Non c’è probabilmente un altro produttore non-americano che possa vantare in un suo disco una parata di rapper ospiti del calibro di Redman, LL Cool J, Guru, De La Soul: questo è il prestigiosissimo roster di “Kaos”, uscito nel 2001, e si può veramente dire che parli da sé. In questi ultimi anni Adam F sta cercando una sintesi di queste sue due anime musicali, e ci riesce con grande efficacia. Per rendersi conto della considerazione di cui continua a godere anche nella scena d’n'b, basta ricordare che il successivo “Kaos: The Drum’N'Bass Warfare” vede la partecipazione di Roni Size, Dillinja, Bad Company, Matrix.

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