Un italiano a Kingston. Alberto D'Ascola, a.k.a. Alborosie, è uno dei principali riferimenti nazionali del reggae anche se, dal 2001, la sua nuova patria è l'isola di Bob Marley. " Ho sentito l'esigenza di voler scoprire la provenienza del reggae - spiega Alborosie al Jamaican Observer - "ho sentito di voler trovare le radici, la fondazione. Così sono venuto in Giamaica. Prima venivo solo come turista, dal 2001 ho deciso viverci e ho lasciato tutto. Ho lasciato la banda, ho lasciato l'agenzia, l'etichetta... ho deciso di vivere diversamente come Jah mi ha ispirato" .
La formazione dei Reggae National TIckets scompare dalla scena Italiana. "Non ci siamo neanche sciolti, non ci siamo mai realmente sciolti, è stata proprio una mia evoluzione personale" - continua Alberto - " io non pensavo neanche di stare in Giamaica così tanto, sai quelle storie tipo: vado a comprare un pacco di sigarette...e poi ti fermi vent'anni ". Il cantante dei RNT intraprende l'attività di musicista, produttore ed engineer presso i GeeJam Studios a Port Antonio e riesce a partecipare ad importanti produzioni internazionali e lavorare a stretto contatto con i grandi nomi della musica giamaicana. Inizia a duettare con Kymani Marley nel bel singolo "Burning & looting" ed ora spopola in tutto il mondo con la sua ultima hit "Kingston Town", in vetta alla classifica di "Riddim", uno dei più importanti magazine del Reggae. Dopo aver seminato per sei anni arriva il momento di raccogliere i frutti.

Il nuovo lavoro Suol Pirate infila una serie di pezzi azzeccatissimi che riescono ad infiammiare la yard appena la puntina gira sul disco. Le quattordici tracce dell'album recuperano le vecchie sonorità anni 80 stile Black Uru e stupiscono per una padronanza del patois impensabile qualche anno fa. Ogni canzone è un inno all' amore e alla passione per la Jamaica ma forse il messaggio più profondo si nasconde nel titolo di questo primo cd distribuito per la BMG e EMI. Soul Pirate è il pirata dello spirito; colui che ruba qualcosa che non gli appartiene, come un italiano alla ricerca dell'essenza di una cultura diversa. "Il reggae non appartiene alla nostra tradizione, noi italiani non abbiamo creato il reggae, quindi in un certo qual modo lo facciamo nostro in maniera gentile" - spiega Alborosie - " Per questo l'ho chiamato "Soul Pirates, perchè dallo spirito prendiamo delle cose e le facciamo nostre, un pò come un pirata".

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